le opere

Il migliore e l’Ultimo

Tipo: romanzo
Lingua: italiano
Anno: 1946
Editore: Vallecchi
Luogo: Firenze

Descrizione:

da Tutta la Verità, pp. 85/86

“... In settembre 1943, aiutato dal Ginn che a quell’epoca era un piccolo e valoroso guerriero, lo trassi fuori dalla caserma di Torino circondata dalla truppa tedesca dopo l’armistizio del regio governo italiano (nel sud) con gli Alleati. Tullio sottotenente di fanteria come me, e trassi fuori anche il collega che in alcuni dei miei libri chiamo Leo, un solido e tranquillo ragazzo della campagna veneta (che non sapeva dove mettersi neanche lui). Sorprendentemente l’essere nervoso e ipersensibile che io sono, soccorso da alcuni santi e probabilmente dal Ginn, ci salvò la vita a tutti e tre. Ed io “ci” condussi, quasi sempre camminando a piedi e fra mille tranelli, fino alla provincia di Arezzo dove Tullio godeva di una famiglia e di vaste proprietà. Queste ultime non erano tecnicamente sue perché il vero padrone, suo zio, senza figlia, agonizzava per un cancro ma non aveva ancora chiuso gli occhi. Lo ricordo, attonito e gemente, su una vecchia poltrona davanti alle case rustiche circondate dalle montagne. Ebbe l’incerta gioia di rivedere il principe ereditario prima di terminare di morire. Ho raccontato questo in Il migliore e l’ultimo, il mio primo libro, dove non ho mentito, non ho neanche esagerato, dato che la realtà risultò molto più romanzesca che qualsiasi sforzo di immaginazione. Al massimo ho drammatizzato maldestramente ciò che era in sé l’essenza del dramma.”


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Carlo Coccioli, Il Migliore e l'Ultimo. Pagine iniziali. (36.6 Kb)




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